Cerca in "Tuscany Holiday Blog"

Visualizzazione post con etichetta Arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arte. Mostra tutti i post

giovedì 20 febbraio 2014

"Un Anno ad Arte" ancora grandi esposizioni a Firenze

Firenze è un luogo speciale, e lo è stato in passato. Pensiamo al movimento artistico, poi chiamato appunto "scuola Fiorentina" sviluppatosi a Firenze dal secolo XIV fino al secolo XVI, che ha visto artisti come Giotto, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Verrocchio, Leonardo, Botticelli, Michelangelo e Vasari fiorire sotto la protezione dei Medici. Gli artisti fiorentini erano così rinomanti che venivano esportati presso altre corti. Purtroppo il mecenatismo dei Medici entrò in crisi quando il Papa iniziò a chiamare a sé i maestri dell'epoca, spostando a Roma il centro dell'arte.

Al giorno d'oggi abbiamo la fortuna di avere persone che sanno fare e organizzare. Agli inizi degli Anni 2000, l'allora sovrintendente dei Beni Artistici e Storici di Firenze era Antonio Paolucci, oggi direttore dei Musei Vaticani. L'idea, come tutte le buone idee, semplice ed efficace, fu di iniziare a proporre un pacchetto di mostre coordinate in tutti i musei statali del Polo Museale Fiorentino (Uffizi, Galleria dell'Accademia, Bargello, Galleria Palatina, Galleria d'Arte Moderna, Museo degli Argenti, Cappelle Medicee e Museo di San Marco). Un pacchetto di valore studiato in maniera intelligente: un calendario ben studiato, proposte di alto livello e autosufficienza economica.

Il 2014 vede la nona edizione di “Un Anno ad Arte” continuare a proporre le sue iniziative interessanti. Questo è il calendario delle mostre in programma nei vari musei.

Una Volta nella Vita
Tesori dagli Archivi e della Biblioteche di Firenze 
Palazzo Pitti
fino al 27 Aprile

La Stanza delle Muse
Dipinti barocchi della collezione Molinari Prandelli 
Galleria degli Uffizi
fino all'11 Maggio

Ri-Conoscere Michelangelo
La scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittora dall'Ottocento ad oggi
Galleria dell'Accademia
fino al 18 Maggio

Baccio Bandinelli. Scultore e Maestro (1493-1560)
Lo Scultore che osò sfidare Michelangelo
Museo Nazionale del Bargello 
Dal 9 Aprile al 13 Luglio
Baccio Bandinelli Ercole e Caco Tuscany Holidays Blog
Ercole e Caco di Baccio Bandinelli
Ph: wikimedia
Sacri splendori
Il tesoro della Cappella delle Reliquie in Palazzo Pitti
Museo degli Argenti di Firenze
Dal 20 Maggio al 28 Settembre
Mandragora - Jacopo Ligozzi
Ph: storiadellafarmacia.it
Jacopo Ligozzi
Pittore universalissimo
Galleria Palatina
Dal 27 Maggio al 28 Settembre

Puro semplice e naturale
Nell'Arte a Firenze
Galleria degli Uffizi
Dal 17 Giugno al 2 Novembre

La Fortuna dei Primitivi
Tesori d'Arte dalle Collezioni italiane fra Sette e Ottocento
Galleria dell'Accademia
Dal 24 Giugno all'8 Dicembre

Luci sul '900
Prova di Allestimento per il Futuro
Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti
Dal 30 Settembre all'11 Gennario 2015

martedì 18 febbraio 2014

L'evoluzione della Pietà nel lavoro di Michelangelo

Alla bella età di 89 anni, 450 anni fa moriva a Roma Michelangelo Buonarroti. Vista la vita media dell'epoca, aveva raggiunto proprio un bel traguardo. Da una lettera che Daniele da Volterra scrive al Vasari, sappiamo che il Maestro aveva lavorato alla sua ultima opera, quella che oggi conosciamo come la "Pietà Rondanini" fino a poche ore prima di morire. 
"Egli lavorò tutto il sabato (...) e lavorò in piedi studiando sopra (...) la Pietà".
Un uomo di quasi 90 anni, lavora "in piedi studiando", queste parole ci trasmettono ancora oggi la vivacità, la caparbietà e la "febbre" che caratterizzava la vita e le opere di un maestro ineguagliato. 
Michelangelo era un artista molto conosciuto e le autorità compilano, il giorno dopo la morte, un inventario degli oggetti rinvenuti in casa. La Pietà viene definita "uno Christo con un'altra figura di sopra", una descrizione azzeccata. Infatti la figura del Cristo sembra quasi fondersi nell'abbraccio con la Vergine, 
Questa opera, rimasta incompiuta a causa della morte dell'autore è indicata come la più personale, visto che non sono emersi documenti che dimostrino una committenza e colpisce l'evoluzione dell'interpretazione che Michelangelo fa della Pietà

Michelangelo "Pietà di San Pietro" Foto: maspo.altervista.com
Michelangelo "Pietà di San Pietro" Foto: maspo.altervista.com
La sua prima scultura in marmo di Carrara fu la "Pietà di San Pietro" a poco più di venti anni. Tuttora riconosciuta come un capolavoro assoluto, la "Pietà di San Pietro" è anche l'unica che porta la sua firma, forse per un entusiasmo giovanile! Infatti sulla fascia che regge il manto della Vergine si può leggere: MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT ("Lo fece il fiorentino Michelangelo Buonarroti")! Persino il Vasari definì "un miracolo" il riuscire a ricavare tale perfezione da un "sasso".
La mano sinistra della Vergine nella Pietà vaticana sembra voler presentare il Figlio agli astanti. I critici pensano che nella maturità Michelangelo abbia inteso raffigurare la Vergine sempre più ravvicinata al figlio, quasi a volerlo, opera dopo opera, riportare in grambo.


La "Pietà di San Pietro" si trova attualmente nella Basilica di San Pietro a Roma, purtroppo poco avvicinabile dopo gli attentati subiti, mentre la "Pietà Rondanini" si trova a Milano, nel Castello Sforzesco. Nel video, la "Pietà Rondanini" è spiegata da Henry Moore.

martedì 14 gennaio 2014

“Il potere dello sguardo” di Aurelio Amendola

Il potere dello sguardo
fino al 15 marzo 2014
Aperta da lunedì a domenica 8.15-13.50
ingresso 6,00 euro, ridotto 3,00 euro 
Firenze, Museo delle Cappelle Medicee 
055 238 8602 



Opere d'arte splendide e conosciute ritratte in vesti inedite, rielaborate da un altro artista. Sembra impossibile cogliere nuovi aspetti di alcune celebri sculture di Michelangelo, invece le fotografie del pistoiese Aurelio Amendola ci sorprendono.
La mostra “Il potere dello sguardo”, propone oltre 20 grandi fotografie in bianco e nero di Aurelio Amendola in cui le superbe opere risplendono e rinascono sotto una nuova luce.


Il18 febbraio 2014 ricorrono i 450 anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti che viene celebrato con questa esposizione degli scatti delle sculture della Sagrestia Nuova di San Lorenzo, del David e i dei Prigioni. Sono opere selezionate tratte dal volume “Michelangelo. La dotta mano” pubblicato da FMR.



Il percorso espositivo è diviso in un primo gruppo di 15 immagini nella parte centrale della Cripta delle Cappelle Medicee e in un secondo che è costituito da quattro bellissimi scorci del David collocato nella tribunetta di destra, presso le sepolture di Cosimo I° de’ Medici e di alcuni suoi familiari, per finire la terza sezione consiste in due fotografie dei Prigioni, disposte nella tribunetta opposta, dove riposano Ferdinando I° e famiglia, più altre immagini.
N.d.A Le foto che accompagnano questo post sono di Aurelio Amendola

mercoledì 25 dicembre 2013

Impressionisti a Palazzo Pitti

Impressionisti a Palazzo Pitti

12 capolavori dal Museo d’Orsay
fino al 5 gennaio 2014
Galleria d’arte moderna, Palazzo Pitti, Firenze



Orario  e prezzi della mostra Galleria d’arte moderna
martedì – domenica 8.15 – 18.50 (ultimo ingresso alle ore 18.00), chiuso il lunedì
biglietto intero € 13.00; ridotto € 6.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e  i 25 anni
gratuito per i visitatori sotto i 18 e per i cittadini dell’U.E. sopra i 65 anni di età

Servizio didattico per le scuole
Visita guidate per le scolaresche solo su prenotazione al costo di € 3.00 ad alunno
Info e prenotazioni Firenze Musei 055.294883

Servizio visite guidate  Galleria d’arte moderna
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383 e-mail: firenzemusei@operalaboratori.com
Per ulteriori informazioni e per maggiori dettagli consultate il sito web della mostra .




Impressionisti a Palazzo Pitti
Questa mostra è frutto di uno scambio fra i due importanti istituti museali francese e italiano.
Infatti il parigino Museo d’Orsay, ha prestato i 12 capolavori impressionisti in cambio del contributo della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti che ha reso possibile la realizzazione, presso il museo de l’Orangerie della mostra “I macchiaioli: des impressionnistes italiens?" prestando ben 19 capolavori dei maggiori protagonisti del movimento toscano.
Adesso, e fino ai primi di gennaio, la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti la mostra espone, in due sezioni diverse ma affini; l’en plein air e gli interni.

Sezione EN PLAIN AIR:
Paul Guigou Lavandaia 1860
Auguste Renoir Studio di nudo femminile 1875-76
Camille Pissarro Sentiero in mezzo al bosco in estate 1877
Camille Pissarro L’approssimarsi della bufera 1877
Camille Pissarro Il taglio della siepe 1878
Camille Pissarro Un angolo di giardino all’Hermitage 1877
Claude Monet Le Tuileries 1875
Claude Monet La Senna a Port - Villez 1890

Sezione INTERNI:

Henri Fantin-Latour La Lettrice 1861
Edgar Degas Prova di balletto sulla scena 1874
Edgar Degas Ritratto di donna con un vaso di porcellana 1872
Paul Cézanne Il vaso blu 1889-90  
Paul Cézanne Natura morta con cassetto aperto 1877-79
Pierre-Auguste Renoir Gabriella con la rosa 1911.


L’impressione personale di questa rassegna è che, nonostante i bei quadri esposti, che si potesse fare di più, ampliando il numero di opere relative a questa corrente pittorica, anche se capisco che averli dai musei originari non sia facile.
Inoltre, il confronto con i Macchiaioli poteva essere dimostrato tramite sale attigue, mentre le opere inerenti erano in stanze lontane e in mezzo a tantissime altre opere di altre correnti artistiche a partire dalla fine del ‘700 per finire agli anni 20 del Novecento, come Romanticismo e Verismo e questo crea confusione ai meno esperti.

lunedì 23 dicembre 2013

Un pomeriggio fra Arte, Cibo e Musica!

In un bella giornata invernale di sole mi sono recato a visitare una mostra poco fuori Firenze, dedicata a due pittori "minori" del primo Cinquecento.



La rassegna si trova nel gradevolissimo oratorio di Santa Caterina delle Ruote all'Antella, nel comune di Bagno e Ripoli.



L'oratorio, costruito dalla famiglia Alberti, la casata del famoso Leon Battista, nel '300 ha degli affreschi di pregevolissima fattura che raccontano principalmente la storia del martirio di Santa Caterina.



Dedicato a questa Santa per l'assonanza del nome con quello del borgo di Catenaia in Casentino, luogo di origine della famiglia che usava proprio le catene come stemma nobiliare.



Infatti troviamo catene affrescate in vari punti del soffitto e delle mura.

Affrescatura iniziata dal Maestro di Barberino, continuata da Pietro Nelli e completata da Spinello Aretino.

Tornando alla mostra, mi sono permesso di chiamare "minori" Francesco Granacci e Giovanni Larciani principalmente a causa del periodo storico e artistico nel quale sono vissuti, quel Rinascimento che ha visto artisti del calibro di Leonardo, Michelangelo, Raffaello e tanti altri.

Le opere sono principalmente, a parte un paio, a carattere religioso, principalmente Madonne con Bambino (e purtroppo, non è permesso fotografarle! n.d.r.) .

Mentre Granacci ha comunque una impostazione molto piu' classica a livello iconografico dei volti e nelle pose, il Larciani, chiamato dal critico Federico Zeri Maestro dei paesaggi Kress, oltre alla maestrie proprio nei paesaggi, dipinge i personaggi in maniera sicuramente innovativa per l'epoca.

Per esempio la Madonna con Bambino, che di solito non si guardano, nel Larciani addirittura si sfiorano il viso come nei piu' teneri momenti tra madre e figlio.

Oppure ancora le facce non hanno la classica bellezza ma hanno qualcosa di reale se non sgraziato, naturalmente non perchè l'artista non sapesse farlo, ma proprio per differenziarsi dai suoi artisti contemporanei.

La gradevole giornata è proseguita sempre nell' Oratorio con un concertino di brani di W.A. Mozart e altri eseguito da due viole, a cui è seguito una veloce degustazione di olio e vino locale.

Testo e foto di Walter Fierli

venerdì 29 novembre 2013

5 opere di “Andy Warhol: una storia americana” a Palazzo Blu a Pisa

Al termine della mostra ho valutato se acquistare il bellissimo libro della mostra “Andy Warhol: una storia americana” ma l'ho trovato costoso (di certo non più di altri libri simili, ma ero a corto) e ingombrante (avevo davanti un viaggio lungo e ho una mano fasciata e ora me ne pento!!!), ma un ricordo lo volevo! Mi sono dirottata sulle cartoline. Ne volevo al massimo 5. Quali ho scelto e perché?



  • Il simbolo del dollaro perché era un'opera che non ricordavo. 


  • Una delle mille immagini di Marilyn perché SI'!

  • Mick Jagger perché la rassegna delle opere che lo raffigurano mi è piaciuta moltissimo, forse per come l'artista è intervenuto sulle opere, in maniera comunque diversa dalle altre.   

  • I papaveri perché sono la prima di una serie di opere e la dimostrazione di come si può variare un soggetto fotografato da altri e reinterpretarlo.



  • L'inaspettato. Sapevo delle lattine di zuppa Campbell riprodotte ossessivamente ma non me l'aspettavo su un panno, a mo' di arazzo!

giovedì 28 novembre 2013

“Andy Warhol: una storia americana” a Palazzo Blu a Pisa

Finalmente sono riuscita a visitare la mostra Andy Warhol: una storia americana” a Palazzo Blu a Pisa. E' un'esposizione di oltre 150 opere che sarà aperta fino a domenica 2 febbraio 2014.
Non vado pazza per l'arte moderna ma, a pelle, Warhol mi è sempre piaciuto. Sicuramente per le frequentazioni che ha avuto con il mondo della musica. Abbiamo avuto il piacere di farci guidare da Luca C.
Palazzo Blu ci permette anche di buttare un'occhiata sul lungarni illuminati dal tramonto, che fa sempre bene! All'inizio trovo un po' spiazzante che il guardaroba sia self service (positivo: è gratis, negativo: non tutto sanno gestirsi e ci sono armadietti vuoti ma inutilizzabili perché senza chiave) e posizionato all'interno della mostra ma subito prima dell'uscita. Trovo altrettanto singolare che foto scattate all'interno della mostra siano accettate al contest promosso dall'organizzazione quando c'è il divieto di fare foto! Mah! Le foto che accompagnano questo post sono tratte quindi dal contest.
All'inizio veniamo accolti da un autoritratto di Andy Warhol stesso, come un virgilio che ci guiderà nel nostro viaggio per vedere il mondo attraverso i suoi occhi, nonostante abbia appuntato un badge con scritto VISITOR proprio sulla giacca!Guida e spettatore al tempo stesso!
Mi ha fatto piacere sapere che i genitori avessero colto le inclinazioni artistiche e lo avessero spinto a coltivarle. Non lo davo per scontato, lieta di essermi sbagliata. 

Si passa poi subito ai papaveri. E' una serie di riproduzioni di una foto altrui, colorata vivacemente, al positivo, osando anche sbavare e scontornare le forme. 




Poi si impone alla nostra attenzione un'opera di notevoli dimensioni, con il simbolo del dollaro colorato su un blu petrolio che ha un aspetto grottesco, quasi fumettistico. 




Vederlo così, fuori misura, con colori e grafica diversi dalla sua rappresentazione classica, fa un effetto straniante.
Subito dopo passiamo alle "sculture". Non ci sono marmi o legni pregiati, solo riproduzioni fuori scala del detersivo "Brillo", la cui confezione già aveva un carattere fumettistico e colori patriottici. Ancora un oggetto di uso quotidiano moltiplicato e amplificato. 
Poco più avanti ci attende la famosa serie delle zuppe Campbell, ripetute e riprodotte all'infinito, ma prima il mio sguardo viene catturato da un inatteso arazzo in tessuto che riproduce in colori psicadelici, quasi ma non fluo, la zuppa al pomodoro. Ecco un'opera che mi porterei volentieri a casa!




Warhol riprodusse le lattine di zuppa in così tante versioni che è anche esposto un abitino confezionato con stoffa stampata con quel motivo!






Una serie di ritratti dell'artista ci accompagna al piano di sopra. Sono foto di piccolo formato, che ne testimoniano la trasformazione en travesti. Con una parrucca, con un'altra, rossetto, ciglia finte, prima e dopo. E' sempre la stessa persona? E' cambiato qualcosa? Che cosa? Il suo sguardo o il nostro? 




Al piano di sopra veniamo colti un po' alla sprovvista dal tema della morte. Una sedia elettrica riprodotta e colorata in modo da farle perdere quell'aura terribile, che diventa innocua. Una serie di ritratti di delinquenti o presunti tali, "most wanted", teschi, coltelli, corpi offesi, come quello di Warhol che mostra le cicatrici degli interventi necessari dopo aver ricevuto due pallottole che lo hanno quasi ucciso. 



Oggi il teschio è di gran moda, non è più appannaggio dei pirati, ha acquisito una valenza di grintosa rivalsa sulla morte, viene riprodotto con glitter e lustrini. Mi chiedo cosa potesse pensare il cittadino medio di un' opera come questa alla fine degli Anni '60. Un teschio che non ha solo dimensioni ragguardevoli ma ha colori sgargianti e vivi, con le pennellate evidenziate dall'eccesso di tinta. 
Non sapevo che il celeberrimo ritratto di Marilyn Monroe fosse tratto da una foto pubblicitaria di Gene Korman per il film "Niagara", del 1953.


Foto da: adoreclothings.blogspot.it
Certo è che queste serigrafie, quasi infinite, come da una catena di montaggio, con i loro colori vivaci, in combinazioni e con definizioni sempre diverse, fanno in modo che le immagini siano sempre le stesse, ma sempre diverse l'una dall'altra, hanno contribuito a saldarne il mito dell'immaginario collettivo.




Scavalchiamo una Liz Taylor viva e diva, ma malata, quindi attinente alla morte e passiamo, con un collegamento che c'era anche "in vita", alle opere influenzate dalla morte del Presidente USA John F. Kennedy. Che non passano dalle immagini di Kennedy stesso ma da quelle della vedova, Jaqueline. Illustrare il dolore e la morte non mostrando la vittima principale, ma la sua sposa, subito prima della sparatorie e ai funerali, ritratta in nero ma usando solo un colore uniforme, un lavanda o un carta da zucchero. 




Si accede a una sala con una impressionante composizione di serigrafie di Mao Tse-tung, prodotta nel 1972 in occasione della ripresa dei rapporti diplomatici tra Cina e Usa. E' davanti a questa opera, più che di fronte ad altre, che ho capito come il colore e la presenza del nero cambino la percezione del soggetto. In alcuni lo vedo clownesco, in altri sornione. Spesso Warhol ha aggiunto delle pennellate nere attorno alla figura, come a voler scrivere degli ideogrammi.
Nella stessa sala sono presenti sia un altro Kennedy, Edward, che un favoloso Richard Nixon. Sotto l'immagine, dipinta in modo che Nixon sembri il villain, il cattivone di un fumetto, tipo Batman, Warhol scrive: Vote McGovern, il candidato democratico!




Scopriamo che Andy Warhol è venuto più di una volta in Italia. Durante un soggiorno a Napoli viene svegliato da una scossa di terremoto che lo impressiona molto. Da qui la serie "Vesuvio". Che ha una resa tanto fumettistica che ricoda molto il Fujiyama, la cui sagoma è spesso presente nei manga giapponesi. 

La mostra si chiude con alcuni autoritratti. Il volto che si confonde con la propria ombra. L'ultima opera che ricordo è un grande quadro in cui 10 personaggi popolarissimi e rappresentativi della cultura pop (la Mamy di "Via col Vento", Greta Garbo come Mata Hari, Babbo Natale, Topolino, Howdy Doody, la Strega dell'Ovest, Dracula, Superman, lo Zio Sam e lo stesso Warhol) si moltiplicano, cambiano rimanendo uguali. Tranne l'ultimo quadrato in basso a destra, dove l'autoritratto dell'ombra scompare diventando un quadrato di colore uniforme.





La mostra è finita, il corridoio è rivestito da carta da parati con delle mucche gialle su fondo blu e in un paio di bacheche sono esposte riviste, copertine di dischi e altri oggetti di uso comunissimo che riportano le opere di Warhol. 
E' ovvio che non mi intendo di arte, ma mi intendo di emozioni, come tutti. E dall'alto del mio non intendermene, consiglio a tutti una visita.

Organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu, in collaborazione con Gamm Giunti, la mostra “Andy Warhol: una storia americana” sarà aperta fino al 2 febbraio.
Lungarno Gambacorti 9, 56125. Tel. 050 220 46 50  info@palazzoblu.it
ORARI (la biglietteria chiude un’ora prima):
Lunedì – venerdì 10.00 – 19.00
Sabato – domenica 10.00 – 20.00
Laboratori didattici : 050 220.46.50 – info@palazzoblu.it
Prenotazioni e visite guidate: numero verde gratuito 800.144.385 o da telefono cellulare 050 891.349
Il biglietto costa al massino 10,00 euro con audioguida e ci sono le solite tariffe ridotte per varie cateorie.