Cerca in "Tuscany Holiday Blog"

Visualizzazione post con etichetta Michalangelo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Michalangelo. Mostra tutti i post

venerdì 28 febbraio 2014

"Ri-conoscere Michelangelo" Galleria dell'Accademia fino al 18 maggio 2014

Ri-Conoscere Michelangelo
La scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittura dall'Ottocento a oggi
Galleria dell'Accademia
fino al 18 maggio 2014
ORARI 
Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50 Chiusura: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale.
La biglietteria chiude alle 18.05
Le operazioni di chiusura iniziano alle 18.35
BIGLIETTI 
Acquista biglietti on line
In occasione della mostra Ri-Conoscere Michelangelo il prezzo del biglietto è € 11.00 (intero) e € 5,50 (ridotto)

Le celebrazioni per i quattrocentocinquanta anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti sono un'ottima occasione per celebrare il rinnovato interesse per le opere di questo inarrivabile maestro. 
La mostra "Ri-conoscere Michelangelo" alla Galleria dell'Accademia fino al 18 maggio 2014, raccoglie le opere michelangiolesche viste attraverso gli occhi di altri artisti, scultori, pittori e fotografi che hanno reinterpretato la figura del Buonarroti e le sue opere. 

Giuliano de' Medici duca di Nemours  ph: espoarte.net

Il percorso espositivo inizia dalle rappresentazioni della fisionomia e della personalità di Michelangelo, con opere di Eugène Delacroix e Auguste Rodin, fino ad arrivare agli albori della fotografia, con opere di Eugène Piot, Édouard-Denis Baldus, Alinari, John Brampton Philpot, e altri.

Aurelio Amendola ph: fionline.it
La mostra "Ri-conoscere Michelangelo" alla Galleria dell'Accademia continua poi con fotografie di contemporanei Giuseppe Pagano, David Finn, Aurelio Amendola, Mulas, Helmut Newton, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin e Gerard Rondeau.

Kim Ki-duk ph: espoarte.net
Il percorso si conclude con i riferimenti al tema della copia e del multiplo nell’epoca della massificazione, con foto di Karen Knorr, Luca Pignatelli, Frank Horvat, Youssef Nabil, Kim Ki duk, addirittura in opere fotografiche di autori come Thomas Struth e Candida Höfer che non mostrano Michelangelo ma ne sono ispirati.

giovedì 20 febbraio 2014

"Un Anno ad Arte" ancora grandi esposizioni a Firenze

Firenze è un luogo speciale, e lo è stato in passato. Pensiamo al movimento artistico, poi chiamato appunto "scuola Fiorentina" sviluppatosi a Firenze dal secolo XIV fino al secolo XVI, che ha visto artisti come Giotto, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Verrocchio, Leonardo, Botticelli, Michelangelo e Vasari fiorire sotto la protezione dei Medici. Gli artisti fiorentini erano così rinomanti che venivano esportati presso altre corti. Purtroppo il mecenatismo dei Medici entrò in crisi quando il Papa iniziò a chiamare a sé i maestri dell'epoca, spostando a Roma il centro dell'arte.

Al giorno d'oggi abbiamo la fortuna di avere persone che sanno fare e organizzare. Agli inizi degli Anni 2000, l'allora sovrintendente dei Beni Artistici e Storici di Firenze era Antonio Paolucci, oggi direttore dei Musei Vaticani. L'idea, come tutte le buone idee, semplice ed efficace, fu di iniziare a proporre un pacchetto di mostre coordinate in tutti i musei statali del Polo Museale Fiorentino (Uffizi, Galleria dell'Accademia, Bargello, Galleria Palatina, Galleria d'Arte Moderna, Museo degli Argenti, Cappelle Medicee e Museo di San Marco). Un pacchetto di valore studiato in maniera intelligente: un calendario ben studiato, proposte di alto livello e autosufficienza economica.

Il 2014 vede la nona edizione di “Un Anno ad Arte” continuare a proporre le sue iniziative interessanti. Questo è il calendario delle mostre in programma nei vari musei.

Una Volta nella Vita
Tesori dagli Archivi e della Biblioteche di Firenze 
Palazzo Pitti
fino al 27 Aprile

La Stanza delle Muse
Dipinti barocchi della collezione Molinari Prandelli 
Galleria degli Uffizi
fino all'11 Maggio

Ri-Conoscere Michelangelo
La scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittora dall'Ottocento ad oggi
Galleria dell'Accademia
fino al 18 Maggio

Baccio Bandinelli. Scultore e Maestro (1493-1560)
Lo Scultore che osò sfidare Michelangelo
Museo Nazionale del Bargello 
Dal 9 Aprile al 13 Luglio
Baccio Bandinelli Ercole e Caco Tuscany Holidays Blog
Ercole e Caco di Baccio Bandinelli
Ph: wikimedia
Sacri splendori
Il tesoro della Cappella delle Reliquie in Palazzo Pitti
Museo degli Argenti di Firenze
Dal 20 Maggio al 28 Settembre
Mandragora - Jacopo Ligozzi
Ph: storiadellafarmacia.it
Jacopo Ligozzi
Pittore universalissimo
Galleria Palatina
Dal 27 Maggio al 28 Settembre

Puro semplice e naturale
Nell'Arte a Firenze
Galleria degli Uffizi
Dal 17 Giugno al 2 Novembre

La Fortuna dei Primitivi
Tesori d'Arte dalle Collezioni italiane fra Sette e Ottocento
Galleria dell'Accademia
Dal 24 Giugno all'8 Dicembre

Luci sul '900
Prova di Allestimento per il Futuro
Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti
Dal 30 Settembre all'11 Gennario 2015

martedì 18 febbraio 2014

L'evoluzione della Pietà nel lavoro di Michelangelo

Alla bella età di 89 anni, 450 anni fa moriva a Roma Michelangelo Buonarroti. Vista la vita media dell'epoca, aveva raggiunto proprio un bel traguardo. Da una lettera che Daniele da Volterra scrive al Vasari, sappiamo che il Maestro aveva lavorato alla sua ultima opera, quella che oggi conosciamo come la "Pietà Rondanini" fino a poche ore prima di morire. 
"Egli lavorò tutto il sabato (...) e lavorò in piedi studiando sopra (...) la Pietà".
Un uomo di quasi 90 anni, lavora "in piedi studiando", queste parole ci trasmettono ancora oggi la vivacità, la caparbietà e la "febbre" che caratterizzava la vita e le opere di un maestro ineguagliato. 
Michelangelo era un artista molto conosciuto e le autorità compilano, il giorno dopo la morte, un inventario degli oggetti rinvenuti in casa. La Pietà viene definita "uno Christo con un'altra figura di sopra", una descrizione azzeccata. Infatti la figura del Cristo sembra quasi fondersi nell'abbraccio con la Vergine, 
Questa opera, rimasta incompiuta a causa della morte dell'autore è indicata come la più personale, visto che non sono emersi documenti che dimostrino una committenza e colpisce l'evoluzione dell'interpretazione che Michelangelo fa della Pietà

Michelangelo "Pietà di San Pietro" Foto: maspo.altervista.com
Michelangelo "Pietà di San Pietro" Foto: maspo.altervista.com
La sua prima scultura in marmo di Carrara fu la "Pietà di San Pietro" a poco più di venti anni. Tuttora riconosciuta come un capolavoro assoluto, la "Pietà di San Pietro" è anche l'unica che porta la sua firma, forse per un entusiasmo giovanile! Infatti sulla fascia che regge il manto della Vergine si può leggere: MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT ("Lo fece il fiorentino Michelangelo Buonarroti")! Persino il Vasari definì "un miracolo" il riuscire a ricavare tale perfezione da un "sasso".
La mano sinistra della Vergine nella Pietà vaticana sembra voler presentare il Figlio agli astanti. I critici pensano che nella maturità Michelangelo abbia inteso raffigurare la Vergine sempre più ravvicinata al figlio, quasi a volerlo, opera dopo opera, riportare in grambo.


La "Pietà di San Pietro" si trova attualmente nella Basilica di San Pietro a Roma, purtroppo poco avvicinabile dopo gli attentati subiti, mentre la "Pietà Rondanini" si trova a Milano, nel Castello Sforzesco. Nel video, la "Pietà Rondanini" è spiegata da Henry Moore.

sabato 27 aprile 2013

Galleria degli Uffizi: Sala 35 Tondo Doni e una sorpresa

Luci soffuse, pareti color rosa carico, spazi più ampi. Benevenuti nella sede del Tondo Doni, dipinto di un artista conosciuto per le sculture dalla bellezza mozzafiato, Michelangelo.
Foto da: artribune.com
Il dipinto fu commissionato in occasione di un matrimonio tra due importanti famiglie fiorentine, i Doni e gli Strozzi. 
Rappresenta la Sacra Famiglia in modo informale, con San Giovanni Battista che guarda i tre personaggi principali. Come abbiamo visto anche in altre opere, a fare da sfondo ci sono figure che richiamano un mondo del passato, ormai lontano e finito dopo l'avvento di Cristo.
La cornice è impressionante! Lavorata con rara maestria, su disegno di Michelangelo. 
Tra rami intrecciati con armonia, emergono cinque teste che guardano verso il dipinto, raffiguranti Cristo, profeti e sibille. Nel settore in alto a sinistra si riconoscono i tre crescenti dello stemma Strozzi, come dai dettami dell'araldica (lo stemma della sposa a sinistra).

Incredibilmente c'è una presenza ancora più prorompente nella sala!